La violenza contro le donne assume molte forme. Alcune – le botte, il sangue, i femminicidi – sono più riconoscibili di altre, ma se vogliamo eliminare alla radice questa piaga strutturale che ogni anno costa la vita a migliaia di donne in tutto il mondo, e la felicità a milioni di altre, dobbiamo imparare allargare lo sguardo.

Violenza psicologica, violenza economica, abusi, discriminazioni sono tutte sfaccettature diverse della stessa oscurità, prodotti diversi dello stesso terreno di coltura: la concezione maschilista e patriarcale che vede le donne come oggetti e non soggetti, come terreno di conquista e non persone, come essere inferiori rispetto all’uomo, che ha quindi il diritto di dominarle e disporne come vuole.

È proprio in questo humus di misoginia e sessismo che affondano le radici tutti quei fenomeni che afferiscono alla cosiddetta Manosphere – manosfera o tavolta uomosfera in italiano – quell’arcipelago di comunità maschili che fanno network contro l’emancipazione delle donne e che promuovono convinzioni antifemministe e sessiste. Un fenomeno nato sul web e alimentato dal web ma che, come dimostrano i sempre più frequenti atti violenti – quando non di stampo terroristico – nei confronti delle donne da parte di membri di queste comunità, hanno conseguenze molto reali.

Incel

Il termine incel è la crasi di involuntary celibate (celibe involontario): le persone che si identificano come tali sono convinte di avere un naturale diritto al sesso, un diritto che viene loro negato dalle donne, sia a causa dell’emancipazione femminile e femminista sia perché “tutte le donne” vogliono un uomo bello e di successo (un “Chad”) e ignorano quelli poco attraenti o sicuri di sé.

Le due teorie di riferimento principali sono la Teoria LMS (che riguarda i rapporti interpersonali) e quella RedPill, che riassume la visione generalizzata del mondo. Secondo la prima teoria, a regolare l’attrazione tra uomini e donne sarebbero solo bellezza fisica, la ricchezza (intesa come disponibilità di denaro) e lo status. Questo è legato al fatto che, spiega la seconda teoria, uomini e le donne sarebbero differenti dal punto di vista biologico e avrebbero differenti criteri di selezione sessuale, con una enorme sproporzione di opportunità a favore delle donne.

Il fenomeno incel è nato negli anni ‘90, ma è negli ultimi anni che ha attirato l’attenzione, soprattutto a causa della progressiva radicalizzazione e il moltiplicarsi di atti violenti che sono sfociati in azioni di stampo terroristico: il Canada è stato il primo stato a perseguire come atto terroristico un’azione violenta legata al fenomeno incel, l’uccisione di una donna e il ferimento di un’altra nel febbraio 2020.

Men Right’s Activists

Secondo gli attivisti per i diritti degli uomini, il genere maschile è vittimizzato e svantaggiato rispetto alle donne, anche per quanto riguarda quelle che sono questioni femministe, come la violenza domestica, la pornografia, la prostituzione e il sessismo dei media.

Dichiaratamente, il loro scopo è quello di sostenere cambiamenti politici per migliorare le condizioni degli uomini. Nella pratica, gran parte del loro attivismo consiste in molestie e abusi nei confronti di femministe, figure pubbliche e attiviste: spesso, grazie ad azioni concertate e a segnalazioni di massa riescono a far chiudere o sospendere sui social gli account di persone “scomode” per la loro narrazione vittimistica e misogina.

Alpha men, PUA e accademie della seduzione

Quello degli “artisti del rimorchio”, che promettono di diffondere la loro conoscenza sul mondo della seduzione per permettere a qualunque uomo di conquistare una donna, è il volto apparentemente più pulito della manosphere. Questo non deve trarre in inganno: dietro il volto sorridente dei “pick up artist” (PUA), infatti, c’è la stessa concezione misogina, stereotipata e violenta delle donne e dei rapporti.

Non solo: tra le tecniche di seduzione – un mix di pseudo programmazione neurolinguistica, analisi peregrine della psicologia femminile e lavoro sull’autostima – compaiono anche strategie che consistono nel maltrattamento delle donne, come insultarle (“negging”) o ignorare il consenso.

Sono sempre più frequenti vere e proprie “accademie” in cui i PUA si trasformano in coach per formare nuovi aspiranti adepti, promosse sui social a suon di consigli, sponsorizzate e testimonianze: la prima è stata The Stylelife Academ” negli USA, in Europa spicca PUATraining, che offre “Corsi Di Seduzione Per Uomini” e tantissimi tutorial, tra cui “Come approcciare in strada” o il seminario “Migliora e seduci”.

Il lessico della violenza

Quello che caratterizza queste comunità online è un lessico che, seppur con alcune variazioni a seconda del “gruppo” di appartenenza, è comune e immediatamente riconoscibile. Il termine forse più comune è redpillato, che ispirandosi a “pillola blu o pillola rossa” di Matrix indica coloro che hanno scelto di scoprire “quanto è profonda la tana del bianconiglio”, per rimanere nella metafora, ovvero la qual è la verità sulla natura femminile e sui rapporti tra i generi.

Gli incel vogliono le Stacy ma loro guardano solo i Chad, gli Alpha men attraenti e di successo desiderati da tutte le donne o, meglio, dalle “Femoide/foide”, gli “umanoidi femminili”, un termine che condensa tutto il disprezzo e la disumanizzazione nei confronti del genere femminile.

Un disprezzo e un’oggettificazione delle donne che è comune anche al linguaggio dei PUA: i “target” più ambiti sono definiti HB, Hot Babe, classificate con voti che vanno da 6 a 10 (es. HB7 eccetera). Sotto la sufficienza ci sono le UG, Ugly Girl, la cui “ripugnanza” riceve voti da 1 a 5: nei casi estremi si utilizza il termine warpig “maiale da battaglia”. Chi non ha mai nemmeno baciato una ragazza è un KV, kissless virgin.

Brutti dentro

Basta fare un giro sul Forum dei Brutti – uno dei principali hub che raccoglie aspiranti rimorchiatori e incel italiani accumunati, come dice già il titolo, dall’aspetto fisico poco gradevole – per vedere quanto questo linguaggio, e soprattutto la mentalità che vi sta dietro, sia pervasivo. Un forum che, come riportano le statistiche pubblicate, ha “1.126.486 messaggi, 56.397 discussioni, 19.834 utenti, 9.446.483 visite totali, 116.554 visite mensili”.

Uno degli ultimi post si intitola Il potere femminile, quello maschile e spiega “il potere femminile sta nel sesso e nel negare il sesso. Quello maschile sta nella forza di volontà nel coraggio e nella forza”. 2 giorni prima, lo stesso autore aveva scritto “Il sesso è un diritto, come lo è esprimersi e combattete per completare se stessi. Le femministe come la chiesa cattolica ci vogliono impedire di esprimerci sessualmente. Come lo possono fare loro lo posso fare pure io”.

Un altro membro, qualche giorno prima spiegava “I maschi si stanno arrendendo, nella comitiva di mio nipote età media 21 NON CI SONO RAGAZZE, ci sta una ragazza di colore, e una nana deforme di corpo obesa, e queste non si fidanzano con nessuno xche in quella comitiva non ci sono maschi ‘belli’ e mio nipote è un 6,5 pieno lievemente fisicato che le stacca tutte e due di 2 punti netti”. Un altro, rispondendo a un utente che aveva raccontato la sua storia di insuccessi “ecco magari ha scritto tutta sta tragedia greca e non è nemmeno KV. bisogna leggere solo le esperienze dei KV attempati non degli afuab che scopano free”.

Nel thread Tipologie di donne, invece, si possono leggere perle come “Profumiera: Dovrebbe essere la classica donna, che sembra starci ma poi sparisce nel nulla. Vergine a una certa età: classica donna che cerca il bello e impossibile, per farsi sverginare”. “NP [non persone]: –> tutte”. “Le cesse obese anche dette bidoni, sono donne che si fanno chiavare da tutti e capita raramente anche da brutti veri”.

Dal web alla realtà: gli effetti della manosfera

Se pensi che tutto questo sia solo un’innocente boutade online, ti sbagli. Gli effetti di questo fenomeno sono molto concreti.

Il rapporto Youth fear and hope 2022 ha mostrato come la manosfera riesca a influenzare le convinzioni di giovani e giovanissimi sul femminismo e più in generale sui rapporti con le donne: secondo lo studio, i ragazzi ripetono i punti di discussione che hanno letto nella maposphere a scuola e, addirittura, molestano le insegnanti. Secondo il rapporto, il 50% dei giovani inglesi tra i 16 e 24 anni crede che il femminismo renda più difficile per gli uomini avere successo.

La capacità di influenzare le nuove generazioni non è però che uno degli effetti pericolosi della diffusione dei pensieri redpillati: pensiamo soltanto a quanto questo tipo di pensiero può nuocere alle donne e alla lotta per l’emancipazione femminile, senza dimenticare le vittime dei PUA e sedicenti esperti di corteggiamento.

L’effetto più visibile e drammatico è però la violenza stessa, quella che purtroppo sappiamo bene riconoscere come tale.

Il 1 ottobre 2015 Chris Harper-Mercer (26 anni) ha ucciso 9 persone in Oregon e ne ha ferite altre 8, prima di spararsi. Il 7 dicembre 2017 William Atchison (21 anni) ha ucciso 2 persone nel New Mexico prima di suicidarsi in una sparatoria all’Aztec High School.

Il 14 febbraio 2018 Nikolas Cruz (19 anni) ha ucciso 17 persone e ne ha ferite altrettante in una sparatoria alla Stoneman Douglas High School, in Florida, prima di essere arrestato. I

l 23 aprile 2018 Alek Minassian (25 anni) ha ucciso 10 persone e ne ha ferite altre quattordici investendole con un furgone a Toronto, in Canada, prima di essere arrestato.

Il 2 novembre 2018 Scott Beierle (40 anni) ha ucciso 2 donne e ferito altre 5 persone, prima di suicidarsi, in una sparatoria all’Hot Yoga Studio (Florida).

Il 17 giugno 2019 Bryan Isaack Clyde (27 anni) è stato ferito a morte dalla polizia prima di entrare nella Dallas Courthouse, in Texas, dopo aver pubblicato sui social media il suo piano di un massacro nell’edificio. Indossava 150 proiettili.

Questi sono solo i casi riportati nello studio La comunità incel tra stragi e terrorismo, pubblicato sulla Rivista Italiana di Criminologia. Tutti, avevano rapporti online con pagine e profili incel, MRA, misogini e in molti casi prima di uccidere avevano inneggiato ai precedenti “gentlemen” autori di azioni violente contro le donne.

Durante le quasi 3 ore di interrogatorio – il cui video è interamente consultabile online – Minassian racconta di essere vergine, di appartenere alla cultura online degli incel, di aver usato il furgone come arma e che la sua speranza era quella di diventare ispirazione per altre stragi. Quando gli è stato chiesto come si sentiva riguardo all’uccisione di 10 persone, ha risposto: «Sento di aver compiuto una missione».

Sicurezza digitale

di Costanza Giannelli
9 min lettura

femminicidi

di Giulia Blasi
5 min lettura



Source link

Leave a Reply

Your email address will not be published.